Redazione
19 Dicembre 2025
Se hai più di 60 anni e stai valutando di ottenere liquidità dalla tua casa senza doverla vendere, probabilmente ti sei imbattuto nel prestito ipotecario vitalizio. Sembra una soluzione perfetta: ottieni i soldi che ti servono, continui a vivere nella tua abitazione e rimanderai il problema del rimborso. Ma è davvero così semplice?
Prima di firmare qualsiasi contratto, devi sapere che questo strumento nasconde rischi importanti, soprattutto per i tuoi eredi. Il debito cresce nel tempo, spesso più velocemente di quanto immagini, e in molti casi le famiglie si trovano a dover rinunciare all'immobile perché non possono permettersi di rimborsare quanto dovuto.
In questa guida trovi in modo chiaro e completo cos'è il prestito ipotecario vitalizio, quando può avere senso e soprattutto quando è meglio evitarlo.
Il prestito ipotecario vitalizio è un finanziamento riservato alle persone con almeno 60 anni, garantito da un'ipoteca sulla casa di proprietà. A differenza di un mutuo tradizionale, non devi pagare rate mensili: ricevi la somma in un'unica soluzione (o a rate concordate) e il debito viene rimborsato solo quando l'immobile viene venduto o alla tua morte.
La caratteristica che lo rende apparentemente vantaggioso è anche quella più rischiosa: gli interessi si capitalizzano anno dopo anno, cioè si accumulano sul capitale iniziale facendo crescere il debito in modo esponenziale. Più a lungo vivi nella casa, più il debito aumenta.
In pratica: prendi 50.000 euro oggi, continui a vivere nella tua casa, ma tra 15-20 anni il debito potrebbe essere raddoppiato o triplicato. I tuoi eredi dovranno scegliere se rimborsare quella somma (spesso impossibile) o lasciare che la banca venda l'immobile per recuperare quanto dovuto.
Il problema principale del prestito vitalizio è l'anatocismo, cioè gli interessi che producono altri interessi. Ogni anno, gli interessi maturati si aggiungono al capitale e l'anno successivo paghi interessi su una somma sempre più grande.
Un esempio concreto: se ottieni 50.000 euro con un tasso dell'8% annuo:
Se la tua casa vale 200.000 euro oggi, tra 20 anni potrebbe valerne 220.000 (considerando una rivalutazione modesta). Il problema? Il debito sarà di 233.000 euro. Per i tuoi eredi sarà impossibile mantenere l'immobile.
Attenzione: Anche se esiste la clausola «no negative equity» che limita il debito al valore dell'immobile al momento della vendita, questo significa comunque che gli eredi non riceveranno nulla. L'intero valore della casa andrà a coprire il debito.
Alla tua morte (o se decidi di vendere), gli eredi hanno generalmente 12 mesi per decidere cosa fare:
Il problema vero: molte famiglie scoprono solo dopo il decesso del genitore che esiste questo debito. Non tutti i genitori comunicano di aver sottoscritto un prestito vitalizio, e la sorpresa può essere devastante per chi immaginava di ereditare la casa di famiglia.
Se hai appena superato i 60 anni, gli istituti ti concedono solo il 15-20% del valore dell'immobile. Per ottenere percentuali più alte (40-50%) devi avere almeno 80-85 anni. Questo perché le banche calcolano il rischio statistico: più sei giovane, più a lungo vivrai e più il debito crescerà.
In Italia sono pochissime le banche che erogano prestiti vitalizi ipotecari. Non è un prodotto diffuso né richiesto, proprio perché le condizioni sono poco vantaggiose per i clienti. I tassi sono in linea con i prestiti personali (7-9% o più), non con i mutui tradizionali, e ci sono costi aggiuntivi: perizia dell'immobile, iscrizione ipotecaria, spese notarili.
I documenti necessari (lista pratica)
Se dopo aver valutato tutte le alternative decidi di procedere, ecco cosa ti servirà:
Verifica: Prima di firmare, chiedi sempre una simulazione scritta del debito accumulato a 10, 15 e 20 anni. Se l'istituto si rifiuta di fornirtela, è un segnale di allarme.
Il prestito ipotecario vitalizio non è né buono né cattivo in assoluto: è uno strumento finanziario con caratteristiche molto specifiche che lo rendono adatto solo a situazioni particolari. Il problema è che spesso viene proposto a persone che potrebbero avere alternative migliori, più sostenibili e meno rischiose per gli eredi.
La trasparenza e il dialogo familiare sono fondamentali. Nessuna decisione su un debito che crescerà per anni dovrebbe essere presa in solitudine o sotto pressione. E soprattutto, ricorda: non esiste una soluzione perfetta per tutti. Esiste la soluzione giusta per la TUA situazione specifica.
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Pubblicato da : Redazione
19 Dicembre 2025